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Un’economista di Barbados ha lanciato pesanti accuse all’ Unione Europea (UE) ed alla sua black list , che secondo lei puzza di razzismo e rappresenta una guerra economica del 21° secolo.

Marla Dukharan, economista ed ex consulente economico senior per le operazioni caraibiche della Royal Bank of Canada (RBC), non ha usato mezzi termini in una delle sue più forti denunce contro le istituzioni europee.

Scrivendo nella sua Economic Review di luglio in un commento intitolato “From Blackbirding to Blacklisting – The EU’s Ongoing Subjugation of Vanuatu”, Maria Dukharan ha condannato la decisione di inserire Vanuatu nella black list.

Uno dei paesi più poveri del mondo, che sta anche soffrendo per la pandemia.

Il gruppo di isole che si stava riprendendo dai danni di un ciclone di categoria 5, è stata inserita in entrambe le black list per presunte inadempienze fiscali e di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (AML/CFT).

Questo, quando si stima che solo 7 milioni di dollari di entrate fiscali societarie sono ‘perse’ annualmente dall’Europa a causa della corporate tax pari a zero, mentre si stima che 6 trilioni di euro sono gestiti in Lussemburgo, che non è in black list.

L’anno scorso l’UE ha inserito Barbados nella black list, nonostante l’isola abbia superato positivamente le prescrizioni dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dal Gruppo d’Azione Finanziaria (FATF).

In una critica feroce alle azioni degli europei, Dukharan ha aggiunto: “Come potrebbe mai essere giustificabile? L’Unione Europea ha inventato e messo in atto una metodologia per le black list, così complessa, così sofisticata, così precisa, e alla fine così efficace nel raggiungere il loro vero intento, che ha prodotto non una, ma due liste, dove non un solo paese è prevalentemente conforme”.

L’economista ha aggiunto: “È imbarazzante che persino i membri del Parlamento europeo abbiano evidenziato il fatto che le giurisdizioni attualmente nella black list dei paradisi fiscali dell’UE rappresentano meno del due per cento delle perdite di entrate fiscali mondiali, e che gli “stati membri” dell’UE abbiano dimenticato qualcosa nel comporla: i veri paradisi fiscali.”

Descrivendo le black list dell’UE come una “farsa” e “prive di qualsiasi briciolo di credibilità o validità”, Dukharan ha definito l’irruzione dell’UE nella sovranità di una nazione indipendente come “trattamento gravemente sproporzionato” e “vergognosamente discriminatorio”.

Nella sua dura requisitoria all’UE, Dukharan ha infine affermato: “Le balck list dell’UE rappresentano esempi indiscutibili di razzismo istituzionale radicato. Le sanzioni imposte a Vanuatu hanno il potenziale di danneggiare irreparabilmente la sua economia. Questo non è altro che una guerra economica. Specialmente nel contesto della pandemia, il comportamento dell’UE è totalmente ingiustificabile.”

“Le liste nere dell’UE sono una chiara manifestazione dell’inclinazione di lunga data degli europei per la dominazione, lo sfruttamento e la brutalità, che evidentemente continua senza sosta anche oggi”, in una sorta di nuovo colonialismo fiscale.

Da un articolo di Barbados Today.

Di Andy

International Tax Planner and Offshore Services Provider.