Stati Uniti miglior paese per investire
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Denis Kleinfeld, Avvocato specializzato in pianificazione fiscale strategica e professore presso la LLM Wealth and Risk management Program, ci spiega perché ritiene che gli Stati Uniti siano il paese ideale da prendere in considerazione per trasferirsi o investire.

 Se ci chiediamo qual è il paese migliore in cui un investitore possa vivere, la risposta dipenderà molto da cosa si intende per “migliore”.

Il miglior paese potrebbe essere  quello che garantisce la maggior sicurezza per i propri risparmi e la protezione della libertà personale.

Ora, perché gli Stati Uniti? Dopotutto le notizie che arrivano a noi non sono rassicuranti: violenza, abusi della polizia, povertà. Senza dubbio vi sono molti problemi negli Stati Uniti.

Pensiamo al mondo intero come a un quartiere disordinato e a volte pericoloso.  Poi immaginiamo gli Stati Uniti come la migliore casa del brutto quartiere. Tutti, se ne avessero la possibilità, vorrebbero trasferirsi. 

La scelta migliore dipende dalle scelte che si fanno confrontando le opzioni disponibili. Dato che non esiste nulla su questa terra nel vuoto, allora comprendere il contesto è tutto.  

Ci sono infinite liste compilate da organizzazioni non governative, think tank e università prestigiose che classificano i paesi. Tutte sono basate su dati e cercano di usare criteri oggettivi per stabilire una priorità o una gerarchia.

Il problema di queste metodologie istituzionalizzate è che trascurano fattori soggettivi – a volte controversi e politicamente scorretti- che di solito sono più rilevanti e di impatto, come l’influenza e le differenze demografiche, geografiche, storiche, culturali e religiose.  

Categorizzare il mondo

Thomas Barnett, l’autore de “La nuova mappa del Pentagono”, la guerra e la pace nel ventunesimo secolo, ha fornito un approccio fresco alla globalizzazione analizzando i fattori di sicurezza, economici, politici e culturali con una previsione di guerra e pace future.

Per come Barnett vede il mondo, esso è diviso tra i paesi del “nucleo funzionante” e quelli del “divario non integrativo”. Questo punto di vista riflette le circostanze a partire dal 2004.

Il nucleo funzionante comprende gli Stati Uniti, il Messico, il Brasile, l’Argentina, il Cile, il Canada, i Paesi dell’Unione Europea, la Russia, Israele, il Sudafrica, l’India, la Cina, l’Australia e la Nuova Zelanda.

Effettivamente scollegati dal nucleo sono gli altri paesi del mondo – il divario non integrativo – con alcuni che operano in ciò che Barnett chiama “le cuciture”.

All’interno o tra questi paesi disconnessi sono localizzati i principali punti critici del mondo in cui esiste una qualche forma di conflitto. I paesi centrali funzionanti combattono essi stessi una guerra economica e, per la violenza, usano gli stati non funzionanti come mandatari.    

A minacciare il mondo con disastri nucleari sono l’Iran e la Corea del Nord. 

La Russia e l’Unione Europea (soprattutto Germania e Francia) sostengono l’Iran, mentre la Cina sostiene la Corea del Nord. 

L’UE vuole che gli Stati Uniti continuino a fornire protezione dall’ingerenza della Russia e dalla Cina. Nel contempo però hanno forti dipendenze energetiche dalla Russia ed commerciali dalla Cina. 

Protezione militare americana

Barnett sottolinea il ruolo unico che gli Stati Uniti svolgono nel rendere possibile la stabilità internazionale per ogni paese. 

In sostanza, gli Stati Uniti non cercano di costruire un impero, ma usano la loro capacità militare di superpotenza per contenere paesi pericolosi e rivoluzionari radicali che perturbano indebitamente l’ordine economico mondiale.

Gli Stati Uniti spendono più soldi per la difesa di tutti gli altri Paesi del mondo per mantenere le loro capacità globali. Nessun altro paese ha una capacità economica sostenibile per essere una superpotenza militare globale.

Europa

La Gran Bretagna è uscita dall’UE perché la maggioranza dei britannici al di fuori di Londra aborriva le regole e i regolamenti di Bruxelles, in particolare la sua politica di immigrazione. 

Tutto ciò era ampiamente prevedibile. Per oltre 250 anni, la Gran Bretagna è stata culturalmente e filosoficamente divisa dalla Francia e dalla Germania fin dall’Illuminismo – la differenza tra un paese di diritto comune e i paesi di diritto civile.

Ricordiamo che l’Illuminismo, l’Età della Ragione, è iniziato in Inghilterra, permettendo ai britannici di passare da un secondo livello al primo livello di potere. È importante sottolineare che esso ha fornito la base intellettuale, la filosofia, sulla quale l’era moderna è cresciuta per tutto il XVIII secolo. È stata la base per la creazione del concetto politico unico degli Stati Uniti d’America.

Molti dell’élite francese sposarono una filosofia sociale collettivista, mentre molti in Germania volevano mantenere la loro identità etnica con le loro tradizioni di fede e di dovere. 

Mentre gli Stati Uniti e gli inglesi hanno un’idea chiara di chi sono, la Francia, la Germania e altri Paesi dell’Europa occidentale sono paralizzati dalla confusione causata dal postmodernismo e dal multiculturalismo.

In quanto stati assistenziali altamente regolamentati e fortemente tassati, la Germania, la Francia e le altre democrazie sociali d’Europa non costituiscono un luogo attraente per la sicurezza a lungo termine del patrimonio. 

Il sistema fiscale europeo riduce la formazione di capitale, mentre la regolamentazione intrusiva, gli alti costi energetici e la bassa produttività dei lavoratori destabilizzano l’industria manifatturiera e dei servizi. 

Le prospettive future dell’Europa occidentale non sono paragonabili a quelle degli Stati Uniti.

L’esperienza storica dimostra che le democrazie liberali con economie capitalistiche di libero mercato che proteggono le libertà personali e la proprietà privata funzionano meglio. 

Se questo è il caso, allora gli Stati Uniti sono il paese migliore per investire e vivere e una società LLC il miglior strumento da utilizzare.

Articolo tratto da un’intervista all’ Avvocato Denis Kleinfeld.

Di Andy

International Tax Planner and Offshore Services Provider.