Cipro e Malta guidano la classifica UE dei patrimoni offshore

Secondo un recente rapporto della Commissione Europea, nel 2016 i contribuenti dell’Unione Europea detenevano all’estero patrimoni per almeno 1,6 trilioni di dollari, equivalenti a circa il 10% del prodotto interno lordo del blocco. Questo ha comportato perdite fiscali stimate intorno ai 50 miliardi di dollari annui.

La situazione nei Paesi dell’UE

Il rapporto evidenzia che Cipro e Malta, due nazioni dell’area euro, sono in cima alla classifica con circa il 50% delle loro ricchezze detenute all’estero. In confronto, i contribuenti di Francia, Germania e Regno Unito detengono rispettivamente il 12%, 10% e 9% delle loro ricchezze all’estero. Il dato del Regno Unito risulta in parte falsato dai Territori d’Oltremare e dalle varie Dipendenze, che di fatto fanno rientrare “in patria” molte giurisdizioni offshore d’eccellenza. 

L’Impatto delle strutture offshore

Sebbene detenere patrimoni all’estero sia spesso legale, può facilitare l’evasione fiscale attraverso il trasferimento di fondi in giurisdizioni a bassa tassazione. La Commissione Europea ha sottolineato che le strutture offshore, inclusi i conti e le società di comodo, hanno causato perdite significative nelle entrate fiscali degli Stati membri dell’UE.

Azioni e risultati della Commissione europea

Dal 2009, l’UE ha intensificato gli sforzi per combattere l’evasione fiscale, introducendo misure come la black list delle giurisdizioni non cooperative. Tuttavia, solo nove piccole giurisdizioni, per lo più isole del Pacifico senza relazioni finanziarie significative con l’UE, sono state incluse nella lista, evidenziando la sua assoluta inutilità.

Di Andy

International Tax Planner and Offshore Services Provider.