Rustichelli antitrust
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Roberto Rustichelli, il capo dell’autorità antitrust, ha dichiarato giovedì che le politiche fiscali di Olanda, Lussemburgo, Irlanda li hanno resi “autentici paradisi fiscali all’interno dell’eurozona”.

Durante un audizione in Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera ha dichiarato che questi Paesi conducono “pratiche fiscali aggressive che danneggiano le economie degli altri Stati membri e, anche grazie a queste pratiche, registrano tassi di crescita molto elevati“.

Secondo Rustichelli il quadro legislativo dell’UE ha portato ad “una disparità nelle condizioni di concorrenza del mercato tra gli Stati membri” in quanto ha permesso “il dumping fiscale e contributivo tra i Paesi”.

Rustichelli ha affermato che, mentre il Pil dell’Italia è cresciuto del 5% negli ultimi cinque anni, quello dell’Irlanda è cresciuto del 60%, quello del Lussemburgo del 17% e quello dei Paesi Bassi del 12% nello stesso periodo.

Ha inoltre affermato che le aziende che trasferiscono le loro basi imponibili in altri paesi europei stanno colpendo duramente l’Italia.
“Alcuni studi stimano che, a causa della concorrenza fiscale sleale a livello europeo, le autorità fiscali italiane perdono la possibilità di tassare oltre 23 miliardi di dollari di utili”.

“11 miliardi di utili vengono trasferiti in Lussemburgo, oltre sei miliardi in Irlanda, 3,5 miliardi nei Paesi Bassi e oltre due miliardi in Belgio”.

“Questo porta a danni all’Italia che si possono stimare tra i cinque e gli otto miliardi di dollari all’anno”.

Alcune considerazioni

Invece di incolpare sempre gli altri, consiglierei al Dott. Rustichelli ed al Governo Italiano di iniziare un profondo processo di auto-critica.

Secondo le loro opinioni, assolutamente ridicole, tutti tramano contro l’Italia.

Lussemburgo, Olanda, Belgio, Irlanda e non dimentichiamo Malta o Cipro che in questa sede non sono state citate. O la Germania, oggetto di più e più attacchi.

Tutta l’Europa è coalizzata, tutti attuano politiche fiscali “dannose”, mentre solo l’Italia è virtuosa con la politica fiscale di strozzinaggio legalizzato.

Il PIL dell’Italia non cresce e la colpa è sempre degli altri …

Non della burocrazia insulsa, non dell’incertezza del diritto, non della bassa produttività e delle politiche assistenzialiste, non dell’altissima pressione fiscale, non della corruzione, degli appalti truccati, del nepotismo e dell’assoluta inefficienza ed incapacità della maggior parte della Pubblica Amministrazione.

No Dott. Rustichelli, quelle nazioni crescono perché guidate da politici competenti e lungimiranti, crescono perché chi produce reddito e ricchezza viene tutelato ed incentivato e non utilizzato come Bancomat per lo Stato, crescono perché la burocrazia è rapida e snella, crescono perché il diritto è certo e perché si basano sulla meritocrazia. I posti chiave non sono occupati dal “nipote di ..”, “dal figlio di .. ” ma da persone che ricoprono quel ruolo per merito.

E stia tranquillo, dall’Italia le aziende continueranno ad andarsene, non servono Olanda o Lussemburgo per trovare condizioni migliori. Bastano Slovenia, Austria, Spagna, Portogallo, Estonia. Apra una cartina dell’Europa, punti il dito a caso, e troverà comunque condizioni migliori per aziende ed imprenditori.

Foto di copertina di Repubblica

Di Andy

International Tax Planner and Offshore Provider www.prestige-planning.com